Il Cocciopesto (Opus Signinum) e' una delle invenzioni ingegneristiche piu' brillanti dell'antichita' romana. Miscelando mattoni frantumati alla calce aerea, i Romani scoprirono come creare una malta impermeabile ma traspirante, capace di indurire persino sott'acqua prima dell'invenzione del cemento moderno.
La calce aerea pura, da sola, indurisce molto lentamente per carbonatazione ed e' solubile in acqua. L'aggiunta di cocci di laterizio frantumato cambia tutto: l'argilla cotta a basse temperature (600-800 gradi C) contiene silice e allumina in forma amorfa e reattiva. Questi minerali reagiscono a freddo con l'idrossido di calcio, formando silicati e alluminati idrati di calcio (C-S-H): la reazione pozzolanica, che conferisce proprieta' idrauliche e una presa che avviene persino in presenza di acqua.
Nell'architettura storica e nella bioedilizia contemporanea, il cocciopesto e' considerato l'intonaco deumidificante per eccellenza. La sua struttura macroporosa funziona come una spugna intelligente: assorbe l'umidita' di risalita capillare e la lascia evaporare liberamente. A differenza del cemento, i sali minerali cristallizzano innocuamente all'interno dei grandi pori, senza causare il distacco dell'intonaco.
Normative
Standard europeo e riferimenti internazionali applicabili.
Proprietà fisiche
Ambiente di utilizzo
Non tutti i mattoni tritati producono la reazione pozzolanica. I mattoni industriali moderni cotti oltre i 1000 gradi C hanno silice cristallizzata vetrificata che non reagisce con la calce. Serve laterizio storico o cotto artigianalmente a legna a basse temperature.