Nato come evoluzione intelligente del truciolare e alternativa economica al compensato fenolico, l'OSB sfrutta legname di piccolo diametro o a rapido accrescimento, valorizzando al 100% la materia prima forestale.
La resistenza del pannello non deriva dalla massa lignea confusa, ma dalla geometria esatta degli strands (scaglie piatte lunghe fino a 150 mm). Nei due strati esterni, le scaglie sono orientate parallelamente al lato lungo del pannello, mentre nel nucleo interno sono disposte perpendicolarmente. Premute ad alta temperatura con resine poliuretaniche (PMDI) o melamminiche (MUF), formano una lastra indeformabile e altamente resistente a flessione e taglio.
La normativa EN 300 classifica l'OSB da 1 a 4 in base alla resistenza meccanica e all'umidita' tollerata. In edilizia si usa quasi esclusivamente l'OSB/3 (strutturale per ambienti umidi). Grazie alla presenza di colle termoindurenti resistenti all'umidita', il pannello agisce fisiologicamente come un freno al vapore naturale (mu tra 150 e 300).
Normative
Standard europeo e riferimenti internazionali applicabili.
Proprietà fisiche
Ambiente di utilizzo
In edilizia si usa quasi esclusivamente l'OSB/3 (strutturale per ambienti umidi). Posare i pannelli a giunto aperto (3 mm) su montanti per evitare rigonfiamenti.