Il "grigio" di Brunelleschi e Michelangelo. La Pietra Serena è un'arenaria che ha definito l'estetica del Rinascimento fiorentino. Il suo inconfondibile colore grigio-azzurro e la grana finissima e omogenea la rendono una tela perfetta per la scultura e la modulazione architettonica degli spazi interni.
Appartenente alla formazione geologica del Macigno Toscano, la Pietra Serena è una roccia sedimentaria clastica generata da antiche correnti di torbidità sottomarine. È composta da granuli finissimi di quarzo, feldspato e scaglie di mica (in particolare la biotite, responsabile della colorazione azzurrognola), tenuti insieme da un cemento naturale argilloso e calcareo. Questa composizione isotropa le conferisce una lavorabilità eccellente: può essere tagliata, scalpellata e levigata con grande precisione, permettendo la realizzazione di modanature, capitelli e colonne dai dettagli netti e definiti.
Se in interni la Pietra Serena conserva la sua bellezza nei secoli (come dimostrano le chiese fiorentine), in esterni rivela la sua debolezza chimico-fisica. Il cemento argilloso che lega i granuli è idrofilo e reagisce malissimo agli agenti atmosferici. L'acqua piovana penetra per capillarità nei pori (3-5%); in caso di abbassamenti termici, la transizione in ghiaccio (crioclastismo) aumenta il volume dell'acqua del 9%, causando una tensione interna fatale. Questo fenomeno porta alla tipica esfoliazione o scagliatura cipollare: la pietra si sfalda perdendo strati superficiali successivi, fino a polverizzarsi.
Normative
Standard europeo e riferimenti internazionali applicabili.
Proprietà fisiche
Ambiente di utilizzo
Per l'utilizzo in esterni (es. pavimentazioni o cornici di facciata) o nel restauro di conci degradati, è obbligatorio il trattamento con Silicato di Etile o idrorepellenti silossanici, che penetrano nella porosità ricostruendo il legame minerale perso e respingendo l'acqua liquida pur mantenendo la traspirabilità al vapore.