Copertura a falda in tegole
La copertura inclinata tradizionale: tegole o coppi in laterizio posati sovrapposti su listelli, sopra una struttura di falda e un pacchetto isolante e impermeabile. Non è una membrana continua ma un manto «a scaglie»: la pendenza fa scivolare l'acqua e la sovrapposizione tra gli elementi le impedisce di risalire. Sotto le tegole, una guaina e un'eventuale microventilazione raccolgono e smaltiscono l'acqua e l'umidità che passano.
Sezione tecnica del sistema, dall’interno (sinistra) all’esterno (destra).
La copertura inclinata tradizionale: tegole o coppi in laterizio posati sovrapposti su listelli, sopra una struttura di falda e un pacchetto isolante e impermeabile. Non è una membrana continua ma un manto «a scaglie»: la pendenza fa scivolare l'acqua e la sovrapposizione tra gli elementi le impedisce di risalire. Sotto le tegole, una guaina e un'eventuale microventilazione raccolgono e smaltiscono l'acqua e l'umidità che passano.
Il tetto a falda in laterizio è la copertura discontinua per eccellenza: tante piccole unità — tegole marsigliesi, portoghesi o coppi — appoggiate l'una sull'altra a coprire una falda inclinata. Funziona per gravità e sovrapposizione, non per sigillatura; sotto, un pacchetto moderno aggiunge isolamento, tenuta all'acqua e controllo del vapore che il solo manto non garantisce.
Ogni tegola copre in parte quella sottostante: l'acqua scivola di elemento in elemento fino alla gronda senza mai trovare un giunto aperto verso l'interno. Perché funzioni serve una pendenza minima (diversa per ogni tipo di tegola) e una sovrapposizione sufficiente: meno pendenza si ha, più lunga deve essere la sovrapposizione, perché il vento può spingere l'acqua in su tra gli elementi.
Sotto le tegole si stende una guaina (membrana traspirante o impermeabile) su un assito o direttamente sui listelli: raccoglie la poca acqua che il vento infila sotto il manto e la condensa, e la convoglia in gronda. Una doppia listellatura crea una microventilazione sotto le tegole, che asciuga il manto e, d'estate, smaltisce parte del calore. Più sotto stanno l'isolante e la barriera/freno al vapore.
La falda può essere portata da travi e travetti in legno con assito, da un solaio inclinato in laterocemento o da una struttura metallica. L'isolante può andare tra i travetti, sopra di essi (tetto «caldo» con isolamento continuo, senza ponti termici) o all'intradosso. La posizione di isolante e freno al vapore va studiata perché il vapore che sale dall'interno non condensi nel pacchetto.
Perché funziona
Pendenza e sovrapposizioneIl tetto non si sigilla: è «a scaglie». Ogni tegola scavalca quella sottostante, così l’acqua scivola di elemento in elemento fino alla gronda senza mai trovare un giunto aperto verso l’interno. La pendenza la fa correre; la sovrapposizione le impedisce di risalire col vento tra le tegole — e meno pendenza c’è, più lunga deve essere la sovrapposizione. Sotto, una guaina e una microventilazione raccolgono e asciugano il poco che passa.
Durata e riparabilità del manto
Confronto · isolantiDettagli nodali
Nodi critici · sezioniIn gronda le tegole sporgono sul canale; la guaina prosegue oltre, scaricando nel canale l’acqua che s’infila sotto il manto. Un pettine o una griglia chiude l’imbocco della microventilazione contro uccelli e insetti, lasciando entrare l’aria.
- Tegole (sporgenza di gronda)
- Listelli (microventilazione)
- Guaina (scarico in gronda)
- Isolante
- Canale di gronda
- Pettine / griglia di gronda
Al colmo le due falde si incontrano sotto un coppo di colmo posato a secco su un rotolo; una luce lasciata sotto di esso fa uscire la microventilazione in sommità, richiamando l’aria entrata in gronda e asciugando il manto.
- Falda sinistra
- Falda destra
- Coppo di colmo
- Sfiato di ventilazione
- Rotolo / pettine di colmo
- Fissaggio del colmo
Controlli di posa
Capitolato · checklist01 · Struttura e isolamento
02 · Guaina e listelli
03 · Posa delle tegole
04 · Gronda e colmo
05 · Ventilazione e fissaggi
Patologie ricorrenti
Diagnostica · cantiereMateriali componenti
La rete · materialiNormative di riferimento
2 norme- D.P.R. 380/2001Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia ediliziaVigente
- UNI EN 13501-1:2019Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione - Parte 1: Reazione al fuocoVigente
Collegamenti informativi al quadro normativo. Verifica sempre il testo vigente sulla fonte ufficiale.