Il degrado del calcestruzzo armato (spalling) richiede interventi di riparazione che non siano meramente estetici, ma che restituiscano all'elemento la sua monoliticita' e la sua originale capacita' portante, garantendo la compatibilita' meccanica tra vecchio e nuovo.
La norma EN 1504-3 classifica le malte in base alla resistenza (da R1 a R4). Per interventi strutturali (R3 e R4), e' fondamentale che il modulo elastico della malta sia compatibile con quello del calcestruzzo esistente (tipicamente 20-25 GPa): una malta troppo rigida o troppo deformabile provoca tensioni di taglio letali all'interfaccia sotto le variazioni termiche e i carichi dinamici, causando il distacco netto del ripristino.
Per ricostruire spigoli o l'intradosso di travi senza casseforme, queste malte sono tissotropiche: si comportano come un fluido sotto l'azione della spatola, ma congelano la loro forma istantaneamente a riposo. Inoltre, l'inclusione di agenti espansivi contrasta il ritiro igrometrico durante la presa (ritiro compensato), azzerando il rischio di fessurazioni superficiali.
Normative
Standard europeo e riferimenti internazionali applicabili.
Proprietà fisiche
Ambiente di utilizzo
Preparazione obbligatoria del supporto: scarifica meccanica o idrodemolizione per ottenere rugosita' superficiale di almeno 5 mm, seguita dalla saturazione con acqua (condizione s.s.a.). Senza questo passaggio anche la migliore malta si distacca.